• Dott.ssa Francoletti

Analisi bioenergetica

Origini dell'analisi bioenergetica

Per comprendere la specificità operativa dell’analisi bioenergetica, occorre iniziare dalla sua origine diretta dal modello analitico freudiano, sviluppato ed elaborato coerentemente da W.Reich (allievo di S.Freud) e infine da A.Lowen, suo paziente ed allievo.

 

Il presupposto fondamentale dell’analisi bioenergetica risiede nel principio reichiano dell’identità funzionale soma-psiche, per cui non c’è evento psichico che non si rifletta nel corpo e viceversa.

 

Già per Freud l’Io è soprattutto un “Io corporeo”, nel senso che l’individuo vive e si riconosce vivere, in base alla consapevolezza del proprio corpo, delle proprie emozioni e pensieri.

 

Lowen, partendo dai principi postulati da Reich, integra i concetti espressi da Freud, e da M. Klein sul processo evolutivo, e sviluppa un metodo operativo più profondo e completo, comprendente una serie di tecniche psicoterapiche specifiche, utilizzando il canale corpo-mente. Per Lowen il senso stesso d’identità si costruisce e si mantiene proprio sulla base delle nostre esperienze sensoriali e corporee.

 

Il merito di A.Lowen fu di aver sviluppato, organizzato e ampliato la complessa struttura reichiana dell’Analisi del Carattere in una tipologia accurata di strutture caratteriali intese come modalità tipiche di interazione che riflettono la storia evolutiva di ciascun individuo esprimendo le strategie e le soluzioni che vengono adottate per adattarsi e relazionarsi al proprio ambiente di vita.

 

Il carattere esprime quindi, a livello psichico e corporeo, i modi in cui la persona soddisfa i propri bisogni e le difese che erige nei confronti di essi. Tutto ciò coinvolge chiaramente l’evoluzione dell’individuo inserito all’interno di un mondo relazionale che interviene dando un’impronta all’organizzazione della personalità.
Considerare oggi l’organizzazione caratteriale una modalità di funzionamento della persona, porta naturalmente e doverosamente a rileggere e integrare i contributi psicoanalitici classici alla luce dei nuovi modelli relazionali, della teoria dell’attaccamento e dei recenti contributi delle neuroscienze e della ricerca sull’”infant research”.

 

Questi studi hanno dato valore scientifico a quella che potremmo definire una intuizione di Reich che, focalizzandosi sul “come” nel qui e ora la persona metteva in atto le proprie modalità operative, realizzava un confronto e un incontro tra due persone vive e reali, preannunciando l'importanza dello scambio intersoggetivo e della relazione terapeutica e il fattore di cura insito in essa.

Chi è e come lavora l'analista bioenergetico

analista bioenergetico

L’analista bioenergetico è uno specialista psicoterapeuta, medico o psicologo, con una specifica formazione che gli consente interventi più o meno complessi fino all’analisi del profondo, secondo un approccio che procede contemporaneamente dal versante psichico (canale verbale, ricordi, sogni, immagini, fantasie, tranfert, controtranfert, etc.) e corporeo (respirazione, macro e micromovimenti, espressività corporea, etc.) permettendo l’emergere di vissuti emotivi inconsci che, affrontati ed elaborati a livello mentale ed affettivo, tendono all’integrazione consapevole psicocorporea.

 

Grazie al coinvolgimento unitario dell’organismo, l’analisi bioenergetica è d’elezione per tutte le problematiche antiche preedipiche, risalenti al periodo di vita preverbale (vita intrauterina, periodo neonatale, etc.), che quindi non si possono raccontare se non in modo implicito tramite la memoria procedurale.

 

Il lavoro corporeo verte inoltre sulle tensioni muscolari che riflettono la storia emozionale dell’individuo, e comprendono aspetti riguardanti le relazioni della 1° infanzia con le figure di riferimento affettivo, esperienze traumatiche sia fisiche che emozionali, con vari gradi di compromissione dello sviluppo individuale.

 

La terapia può essere individuale e di gruppo, per una durata variabile asseconda dei casi e degli obiettivi desiderati.

 

Concetti di base.

Il grounding (radicamento) è stato un altro concetto introdotto da Lowen che per la prima volta mise il paziente in piedi, sottolineando l’importanza nell’analisi, non solo dell’ abituale posizione sdraiata, che facilita tutti i processi regressivi, ma anche della postura in piedi, con il contatto energetico con la terra e con la realtà. Per la vitalità occorre che l’energia scorra libera verso le parti del corpo in contatto con l’ambiente esterno: organi di senso, braccia, mani, gambe e piedi, pelle e organi sessuali.
La respirazione altro strumento fondamentale in analisi bioenergetica, ponte tra l’interno e l’esterno, tra l’inconscio e la realtà; se non respiriamo è difficile che possiamo sentire qualcosa…
Solitamente sono i blocchi muscolari, nel caso specifico del diaframma, che impediscono una respirazione libera e fluida. Grazie alla terapia possiamo ritornare in grado di "lasciarci andare" e lasciare che la respirazione avvenga naturalmente. Nella nostra infanzia e durante la nostra crescita sperimentiamo inevitabilmente, mancanze, frustrazioni, rifiuti, disapprovazione, umiliazioni, punizioni e tutto questo contribuisce a formare blocchi muscolari che creano una corazza intorno a noi (corrispettivo della corazza caratteriale). I blocchi sono responsabili della nostra incapacità ad esprimere le nostre emozioni più profonde, dal pianto per il dolore alle grida per la rabbia, alle urla di gioia, al canto, alla possibilità di abbracciare o colpire, essere aggressivi e provare l’orgasmo durante l’atto sessuale, etc. Attraverso il lavoro con il corpo possiamo ammorbidire le tensioni, sciogliere i nodi che ci portiamo dietro da tanto tempo, e ritornare a piangere e ridere e cioè ad essere liberi e vitali.

Le classi di esercizi bioenergetici

" La Danza " di Matisse

Le classi sono costituite da un gruppo di persone che insieme svolgono un lavoro psicocorporeo e cioè un insieme strutturato di esercizi sotto la guida di un esperto conduttore terapeuta che da il ritmo e la sequenza di movimenti e posture.

Con le classi si lavora contemporaneamente sull’aspetto individuale dell’Identità, relativa alla consapevolezza corporea(corpo vissuto) e alla connessione con i livelli più profondi del Sé attraverso i “movimenti emozionali” e sull’aspetto relazionale dell’interazione circolare co-creata da conduttore e partecipanti in un processo di regolazione interattiva e conseguente di autoregolazione. L’obiettivo specifico è di aiutare l’individuo a percepire e sciogliere le tensioni muscolari e connettive croniche e i blocchi energetici(controparte fisica di adattamenti e/o conflitti psichici), per giungere a combattere lo stress, esprimere le emozioni trattenute e raggiungere uno stato di maggiore vitalità e benessere.

 

Il lavoro risulta quindi delicato, profondo e al contempo giocoso, nonostante gli esercizi siano ben lontani dal lavoro tipo "ginnastica da palestra", perché con i movimenti emozionali si entra in contatto con sentimenti soggettivamente significativi, in una sorta di “risonanza emotiva”.
Ci sono movimenti lenti, più rivolti alla percezione interna e movimenti espressivi, più catartici e di scarica, rivolti all’esterno.

 

La fase finale della classe è quella del rilassamento dove l’individuo può iniziare a lasciarsi andare staccando il controllo della testa; talvolta ci può essere in alternativa, una sessione di massaggio dove il rilassamento è vissuto in modo relazionale anziché individuale. Anche la respirazione, inevitabilmente attivata dal movimento, contribuisce ad aumentare il livello energetico e la capacità di “sentire”.

 

Tutti questi micro e macro-movimenti emozionali, riattivando la “memoria procedurale”, possono portare a sperimentare nuove strade e nuove procedure più funzionali per la vita della persona.

 

Alla luce dei recenti apporti scientifici delle Neuroscienze, pur non essendo un lavoro terapeutico(senza quindi l’elaborazione analitica dei vissuti), il movimento emozionale può attualizzare procedure corporee e configurazioni senso-motorie-emozionali che trovano, nel contesto della classe, quelle funzioni relazionali primarie di contenimento e regolazione in grado di produrre effetti terapeutici.

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